E' con vero onore che scopro che questo blog è stato citato da Stefano Bartezzaghi nella rubrica "Lessico e Nuvole" del Venerdì di Repubblica del 7 agosto (e ovviamente mi decido a scriverne quando esce il numero nuovo...), nella fattispecie in riferimento al vecchio post
"Sticazzi" e "mecojoni": una questione filologica
in un articolo addirittura intitolato partendo dagli esempi che avevo fatto per spiegare la differenza tra le due espressioni.
"Me cojoni!", dunque? Certo, ma colgo anche l'occasione, oltre che di ringraziare di cuore l'esimio linguista per la citazione e per avermi fatto scoprire che ogni tanto qualcuno questo blog lo legge, anche per scrivere la seconda puntata di quel post che avevo in mente da un po', visto che nel frattempo ho scoperto altre cose rispetto alla questione.
Una è che su wikipedia dicono tranquillamente che "sticazzi" a Roma significa "e chi se ne frega" e al nord invece indica meraviglia e stupore davanti a qualcosa di clamoroso: non si dice nulla del fatto che l'espressione sia di origine romana e solo successivamente si sia diffusa (con significato improprio) altrove, come uno di quei tormentoni di cui parla appunto Bartezzaghi, ovvero quelle espressioni che a un certo punto iniziano ad andare di moda oltre i loro confini originari.
Un'altra, a parte questo sito, è un'intervista a Enzo G. Castellari apparsa su Ciak! di maggio 2009 in occasione della presentazione a Cannes di Inglourious Basterds di Tarantino, il quale ha ripreso il titolo del suo film da uno di Castellari (che considera suo maestro), intitolato all'estero Inglorious Bastards, in Italia Quel maledetto treno blindato.
E proprio parlando di titoli, il regista italiano dichiara:
"Io ho una teoria romanesca: il titolo funziona se ti fa esclamare di cuore "me' cojoni!", non funziona se la reazione è "...e sti cazzi". Inglorious Bastards? "Me' cojoni!", "Quel maledetto treno blindato"? "...e sti cazzi".
Spesso sono riuscito a convincere i produttori (Vado l'ammazzo e torno: "me' cojoni!"; La polizia incrimina, la legge assolve: "me' cojoni!". A volte no: La battaglia d'Inghilterra: "...e sti cazzi"."
Come si vede, la differenza è chiara.
Ma la cosa più importante dell'articolo del Venerdì è un'altra, e cioè che ho scoperto di aver fatto un errore madornale, di cui devo fare ammenda.
Avevo infatti interpretato "me cojoni" come contrazione de "i miei coglioni", facendoci su anche delle analisi; scopro invece da Bartezzaghi che "me cojoni" sarebbe in realtà "mi coglioni? mi stai coglionando? mi prendi in giro volendo farmi credere una cosa così incredibile?". Un modo sboccato, insomma, di dire "davvero"?
Probabilmente sono stato indotto all'errore dal tono esclamativo con cui si pronuncia l'espressione: l'interrogazione -pur retorica- originaria, infatti, si è ormai persa, e "me cojoni" viene pronunciato a metà tra "accidenti" e "però", e dunque non ho mai sospettato che ci fosse una domanda, finendo per attribuire significato ed etimologia errati all'espressione. Errore di cui chiedo venia e faccio ammenda pubblica qui.
Però... a pensarci bene, dire "coglionare" per "prendere in giro" è come dire "mi tratti da coglione", implicando che un coglione (in senso anatomico) sia qualcosa di scarso valore: e qui si torna al discorso dell'altro post sul punto di vista neutro maschile, per il quale i coglioni (sempre anatomici) valgono poco a) perché ce li hanno tutti b) perché all'uomo non interessano (ribadisco che il punto di vista omo nella cultura popolare non è contemplato).
L'altro discorso, quello per cui davanti a una cosa clamorosa si nomina qualcosa di sacro o importante tipo "per Giove", è invece confermato dall'espressione che in romano e dintorni è "fregna!" ma che è diffusa in tutta Italia nelle specifiche varianti dialettali (ho sentito con le mie orecchie un amico di Cremona esclamare "figa!" con lo stesso identico significato di commento stupito).
E quindi, alla fine, in qualche modo tutto si tiene.
P.S.: Riguardo all'ultima esclamazione citata andrebbe ricordata una poesia di Cesare Chiominto che però in rete non trovo; mentre sorvolo io sulla famosa barzelletta dell' ejaculatio praecox...
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giovedì 13 agosto 2009
giovedì 18 dicembre 2008
"Sticazzi" e "mecojoni": una questione filologica
E' noto che le lingue cambieno, si evolveno, si trasformeno, si contamineno: la ggente si incontreno e così le parole di un dialetto si diffondeno anche presso quelli che ne parleno un altro.
Però non sempre quelli che adotteno le parole degli altri le capischeno suBBito, così si sente usare certe espressioni in modo non coRetto.
Per esempio: uno degli effetti della (immeritata) fama di certi personaggi provenienti dalla mia città, LA città, è che adesso sento usare perfino in toscana la ben nota espressione "sticazzi", che è tipicamente capitolina: peccato però che per lo più la si usi in modo iNproprio.
"Sticazzi", infatti, contrazione evidente di "questi cazzi", è un tipico esempio di linguaggio neutro maschile: cioè il punto di vista parziale di uno dei due sessi che si afferma, o viene fatto affermare come neutro ed universale.
In questo caso specifico, significa che dal punto di vista del maschio il cazzo è cosa di poco conto: ce l'hanno tutti e non è oggetto di desiderio da parte sua (l'unico apparato riproduttivo che considera importante è il proprio, e ci tornerò), ed è anche per questo che una cosa bella è una "ficata" (il punto di vista omo, nella cultura popolare-dialettale, viene del tutto ignorato).
E' quindi sbagliato usare "sticazzi" nel senso di "accidenti!", "però", o per commentare qualcosa di eccezionale: "sticazzi" infatti significa "e chi se ne frega".
E' come se uno dicesse ironicamente "e non aggiungi questi cazzi, cosa poco importante, alla cosa poco importante che hai appena detto?" oppure "a proposito di cose trascurabili, perché non parliamo anche di questi cazzi?".
Se invece si vuole commentare qualcosa di eclatante, in senso sia negativo che positivo, comunque clamoroso, si usa "mecojoni", che è contrazione di "i miei coglioni", ovvero parte dell'unico apparato sessuale maschile che, come ho detto, l'uomo considera importante: è questa l'espressione che si usa per dire "ma dai! davvero?"
Rispondere con quest'esclamazione è come dire "per i miei coglioni", come si dice "per Giove": è un modo per dire che ciò che abbiamo appena sentito, o visto, merita di essere commentato nominando qualcosa di MOLTO importante, come appunto ogni uomo ritiene siano i propri coglioni.
Perciò:
-Briatore va in vacanza a Cortina
-E sticazzi
-Montella al dderby ha fatto 4 gol
-Mecojoni!
Capito?
(la seconda puntata qui)
AGGIUNTA: Accolgo il prezioso suggerimento di Arcomanno ed aggiungo questo spettacolare video esplicativo:
Però non sempre quelli che adotteno le parole degli altri le capischeno suBBito, così si sente usare certe espressioni in modo non coRetto.
Per esempio: uno degli effetti della (immeritata) fama di certi personaggi provenienti dalla mia città, LA città, è che adesso sento usare perfino in toscana la ben nota espressione "sticazzi", che è tipicamente capitolina: peccato però che per lo più la si usi in modo iNproprio.
"Sticazzi", infatti, contrazione evidente di "questi cazzi", è un tipico esempio di linguaggio neutro maschile: cioè il punto di vista parziale di uno dei due sessi che si afferma, o viene fatto affermare come neutro ed universale.
In questo caso specifico, significa che dal punto di vista del maschio il cazzo è cosa di poco conto: ce l'hanno tutti e non è oggetto di desiderio da parte sua (l'unico apparato riproduttivo che considera importante è il proprio, e ci tornerò), ed è anche per questo che una cosa bella è una "ficata" (il punto di vista omo, nella cultura popolare-dialettale, viene del tutto ignorato).
E' quindi sbagliato usare "sticazzi" nel senso di "accidenti!", "però", o per commentare qualcosa di eccezionale: "sticazzi" infatti significa "e chi se ne frega".
E' come se uno dicesse ironicamente "e non aggiungi questi cazzi, cosa poco importante, alla cosa poco importante che hai appena detto?" oppure "a proposito di cose trascurabili, perché non parliamo anche di questi cazzi?".
Se invece si vuole commentare qualcosa di eclatante, in senso sia negativo che positivo, comunque clamoroso, si usa "mecojoni", che è contrazione di "i miei coglioni", ovvero parte dell'unico apparato sessuale maschile che, come ho detto, l'uomo considera importante: è questa l'espressione che si usa per dire "ma dai! davvero?"
Rispondere con quest'esclamazione è come dire "per i miei coglioni", come si dice "per Giove": è un modo per dire che ciò che abbiamo appena sentito, o visto, merita di essere commentato nominando qualcosa di MOLTO importante, come appunto ogni uomo ritiene siano i propri coglioni.
Perciò:
-Briatore va in vacanza a Cortina
-E sticazzi
-Montella al dderby ha fatto 4 gol
-Mecojoni!
Capito?
(la seconda puntata qui)
AGGIUNTA: Accolgo il prezioso suggerimento di Arcomanno ed aggiungo questo spettacolare video esplicativo:
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