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lunedì 19 agosto 2024

MANIFESTO DEI CONCERTARI DURI

 MANIFESTO DEI CONCERTARI DURI


Cittadini! Musicisti! Organizzatori! Promoter! Gestori! Assessori eccetera!

Questo è il documento in cui noi,


noi concertari duri,

noi frequentatori assidui di locali-club-arene-teatri-palisports, insomma di tutti quei posti in cui c’è qualcuno con degli strumenti e qualcun altro davanti,

noi che abbiamo visto più tipologie di posti da concerto di quante ne abbiano viste i Rolling Stones, 

noi contemplatori seriali di palchi,

noi che se c’è qualcuno che vogliamo sentire usciamo pure di martedì sera a febbraio con l’allerta meteo,

noi che manteniamo i musicisti coi dischi e i biglietti,

noi che “vado al concerto perché basta coi dischi, ne ho troppi” e poi andiamo al concerto e compriamo pure il disco,

noi che diffondiamo le notizie agli amici che non seguono, facendo conoscere loro artisti che poi ameranno e informandoli di concerti che altrimenti non avrebbero visto;

noi insomma, i cui denari contribuiscono a mandare avanti la baracca, magari non tanto quanto il grande pubblico del pop o quello più occasionale ma sicuramente in modo più continuo,


noi insomma diciamo:


BASTA! CI SIAMO ROTTI!

È ORA DI FINIRLA CON


1. I TOKEN, accidenti a chi li ha inventati e a chi ha stabilito PURE una quota minima da comprarne: sono scomodi, aumentano i prezzi già alti all’interno delle aree concerto, sono EVIDENTEMENTE un metodo per farti perdere il conto e farti spendere di più. Se temete per il contante, carte. E al limite 2 monete maneggiatele e non rompete.


2. IL SUONO, PERDIO: se pago tanto per un concerto, il minimo è che si senta come si deve: o è una scelta estetica, oppure visto che è musica vogliamo sentirla BENE, o quantomeno come il gruppo vuole. Troppa sociologia sul concerto come raduno, come socialità: è vero, ma la musica rimane il centro, si deve SENTIRE, i raduni all’aperitivo.


3. I BIGLIETTI ALTI: vi ci vorrebbero un paio di annetti di ritorno degli autonomi degli anni ’70, con certi prezzi allucinanti ve li meritereste: 7 euro di prevendita? 3 euro in più perché NON mi stampo il biglietto ma per comodità lo vorrei solo sul telefono? Gli artisti saranno pure diventati più esosi da quando sono crollate le vendite dei dischi, ma poche storie: ve ne state approfittando e stop. Avete rotto.


4. I MEGACONCERTONI/MEGA EVENTI: intanto, se c’è più pubblico non si vede perché debbano costare di più (semmai un po’ meno). Poi sono scomodi, vedi da lontano (se vedi), il suono per forza è quello che è e sono una bolgia. Qui ci rivolgiamo anche ai musicisti: più date in posti più piccoli e gestibili: il vostro lavoro è SUONARE quindi SUONATE.


Già ci toccano gli incompetenti (cosa ben diversa dal curioso che viene a vedere, attenzione), i casinari fuori luogo, gli ultratelefonari (il souvenir foto/video piace a tutti, ok, però per la miseria… anzi, la MISURA…), l’abbandono dei teatri modello antico (gli antichi avevano capito tutto: gradinate a scendere intorno al palco, dovrebbero essere tutti come Fiesole);

poi, se andate avanti così, se per caso vi viene in mente di rispondere “liberi di non venirci”,

(che di fatto significa NON vedere un musicista o un gruppo, se di spettacoli fa solo quelli di quel tipo),

vi lasciamo con quel pubblico lì, che a un certo punto si stuferà anche lui e vi ritrovate come nel lockdown. Non vi piacerà.



Oscar Wilde diceva che “esperienza” è il nome che si dà ai propri errori:

NOI ESIGIAMO CHE L’ESPERIENZA LIVE NON SIA QUESTO!


VOGLIAMO CONCERTI SANI!


mercoledì 25 giugno 2014

I Rolling Stones al Circo Massimo - La celebrazione dei misteri

Perché i Rolling Stones sono dei grandi?
Ci sono tanti motivi, ma ce n'è uno indicativo, riassuntivo, simbolico.
E cioè, che hanno scritto Gimme Shelter E NON NE HANNO MAI FATTO UN SINGOLO.
Qualsiasi gruppo avrebbe venduto membri della propria famiglia in numero corposo pur di avere in repertorio un pezzo del genere, qualsiasi musicista di una band i cui autori si fossero presentati con tale canzone avrebbe ringraziato il creatore in lacrime, dicendo "magari avremo successo solo con questa, ma intanto che colpo", e loro invece nulla.
Cosa devi avere al tuo arco per rinunciare a un singolo così?



E infatti nella domenica del concerto a Roma, città del Papa e giorno di messa, il primo mistero celebrato della saga Stones, tra i vari, è stato proprio questo:
come mai Gimme Shelter non è mai stata un singolo?
Non lo sanno nemmeno loro, probabilmente; forse perché appunto volevano dimostrare di saper fare anche gli album (e il precedente Beggar's Banquet, Let It Bleed che la contiene, il successivo Sticky Fingers e poi Exile lo dimostrano), ma a tutto c'è un limite.
E la sontuosa versione eseguita, con la solita Lisa Fischer sugli scudi, ha ribadito il mistero.

Il secondo mistero è come mai Roma, con 80.000 persone in pieno centro, non sia diventata una bolgia, ma lì c'entrano gli organizzatori: meno male, comunque.

Il terzo mistero riguarda la possibilità di scegliere una canzone della scaletta in una rosa diversa per ogni data, messa in rete e sulla app del gruppo (che io ho e, anche qui chissà perché, ho dimenticato di consultare nelle settimane prima del concerto: altro mistero):
perché a Roma le canzoni proposte erano Sweet Virginia, Loving Cup, If You Can't Rock Me, When The Whip Comes Down, Respectable e Ain't Too Proud Too Beg , belline ma non succulente quanto quelle di Madrid (ovvero Just My Imagination, Bitch, Street Fighting Man, Rocks Off, Get Off Of My Cloud e Like A Rolling Stone)?
Metterle così significa che in un caso scegli comunque una canzone meno bella e nell'altro sacrifichi svariati pezzoni; ma forse è perché, se avessero suonato Street Fighting Man avremmo assaltato Palazzo Chigi a mani nude.

Il quarto mistero è: perché, in quella rosa che comunque qualcosa di interessante lo presentava, gli spettatori di Roma hanno votato Respectable? Carina, eh, ma niente de che.

Il quinto mistero, quello della loro longevità, è ormai ampiamente celebrato. Ma Jagger si allena da sempre prima dei tour: Richards abusa della sua tempra, Jagger se la gestisce.

L'ultimo è: cari giornalisti, ma invece di parlare di organizzazione, costi e altro, talvolta importante talvolta chissene, parlaste un po' di musica?
Anche per dirne male, eh, ma visto che di concerto si parla...

martedì 25 settembre 2012

CARMA, PAOLI': sul concerto fiorentino dei Radiohead, al volo


Butto qui al volo due note sul concerto dei Radiocapoccia, riprendendo la risposta che ho dato a un amico - costui - che chiedeva com'era andata. 
Premessa: l'ultimo loro disco ha lasciato un po' perplessi alcuni ascoltatori a causa della poca orecchiabilità e della spinta in là di una svolta elettronica iniziata, pur con avvisaglie precedenti, con Kid A, del 2000 e proseguita nei tre dischi compresi tra quello e appunto l'ultimo.

La parte che ha funzionato meglio è stata proprio The King Of Limbs (che è meno disossato di quanto sembri) e i pezzi analoghi (recenti ma non solo), cioè quelli lunghi, da viaggio in trance in un mondo nuovo (quello di certa elettronica che certi rockettari si perdono da decenni e/o che certo pubblico se la fanno altri fischia ma dai Radiohead la accettano).
Quello che non funzionava erano certe "canzoni", anche recenti ma che avendo una più classica struttura inizio-centro-fine sembravano un po' messe lì, visto che né la sequenza né le pause tra un pezzo e l'altro riscattavano quell'impressione.
Voglio dire: mi fai un concerto che è un viaggio in paesaggi astratti disegnati dall'elettronica? Benissimo e bellissimo, e lo era; ma quando la canzone singola, per come è fatta, non può essere allungata, non crea il flusso, crealo con la sequenza, attaccale:
in una parola, fai elettronica? MIXA!
(sono convinto da tempo che il metronomo andrebbe usato non solo durante le canzoni ma anche per stabilire durata e ritmo delle pause, sennò si perde di tensione: come insegnano agli attori, anche quando non fai nulla sei COMUNQUE in scena).

Poi, anche l'ordine... non voglio insegnare niente a un gruppo che suona da 20 anni almeno, ma la sequenza delle canzoni non m'ha convinto.
La prima parte, quella del viaggio, bellissima, ma anche lì c'erano un paio di brani che interrompevano il continuum.
Ma poi avrei capito un'ora oltranzista e il finale a canzoni per accontentare un po' il pubblico più generalista (e tutto sommato anche l'altro), ma da un certo punto in poi era una scaletta un po' carente di bussola, di ritmo, che vagava tra un pezzo e l'altro:
splendida Karma Police, che non interrompeva semmai dava requie, poi si poteva ripartire.
Invece avanti con singoli brani notevoli ma in generale s'era persa la tensione.

Everything In The Right Place alla fine sta bene se hai fatto una sequenza killer che culmina in Paranoid Android o Idioteque,  dopo le quali quella come titoli di coda è perfetta: così boh
(ma bella l'idea di cantarci The One I Love dei R.E.M. sull'intro).

Delusione, invece, la versione appunto di Idioteque: la adoro, ma ieri è stata suonata troppo veloce, tirata via (tranne la parte centrale, con assolo in linea con le ultime cose: stranamente lì funzionava).

Io non sono per i concerti juke-box, accetto anche di non sentire i classici se il gruppo in quel momento è musicalmente un'altra cosa; ma leggendo le scalette avevo fatto la bocca a Paranoid Android, mi piaceva sentirla visto che chissà se li rivedrò dal vivo...

Per cui bello, grande gruppo, ma un concerto sul quale lavorare ancora. Nel senso che con pochi aggiustamenti viene grandioso.



P.S.: ho visto veramente tanti concerti, svariati anche grossi, ma un simile rapporto numero di persone-assenza di casino era la prima volta. Sarà che il Parco delle Cascine disperdeva...
P.S. 2: tra incendiare i palchi per l'autoriduzione da una parte e pagare in silenzio 50 euro di biglietto, 10 di prevendita, 6 di panino e 3 per una bottiglietta d'acqua dall'altra si può trovare una via di mezzo? Che ne dite?

martedì 26 giugno 2012

Note al volo sul concerto per l'Emilia


Ci voleva un terremoto per vedere Raffà-Guccini sullo stesso palco.
La Caselli steccava, Ligabove no; ciononostante, mille Caterine forever.
D'altronde, erano 42 anni che non cantava su un palco-io però la batto: quasi 43.
Curreri, con quell'aria mista di impiegato, nerd e boy-scout e quella voce da cornacchia, è uno dei frontman rock più improbabili: però a suo modo funziona.
Non bastava il terremoto, bisognava anche accanirsi col duetto Cremonini-Pausini (che se possibile è quasi più sguaiata della Nannini: un successo che non mi spiego)..
Ma com'è bella la corista di Mingardi più vicina alla telecamera.
Che concerto per l'Emilia nè uno senza gli Offlaga, senza Le luci della centrale elettrica, senza gli SKIANTOS?
Bella l'Ave-rsione dell'Ave-Maria, benché io continui a preferire quella di Christian De Sica in Borotalco...

E Vasco, Vasco dov'era?

giovedì 26 gennaio 2012

Diaframma live


Per i fan di quel cantante bravo e coerente, che per questo ha ricevuto apprezzamenti ma non lautissimi guadagni al punto di potersi soprannominare Federico Few Money, posto qui le scalette di un paio di suoi concerti cui ho assistito e, crepi l'avarizia, pure qualche foto dai suddetti, potenti, spettacoli.
Nel primo si esibiva da solo, nel secondo col gruppo.


Federico Fiumani, Pisa, Caracol, 17 aprile 2010.


-Gennaio
-Caldo
-L'amore segue i passi di un cane vagabondo
-Amo lei
-Labbra blu
-Fine di una relazione (tronca)
-Vaiano
-Verde
-Oceano
-Un giorno qualunque
-Tre volte lacrime
-Boxe
-L'odore delle rose
-Diamante grezzo
-Un temporale in campagna
-Siberia
-Dottoressa
-Fiore non sentirti sola
-Il disco dei Replacements
-Un giorno balordo
-Vita nomade
-Libra

 




Diaframma, Livorno, The Cage, 21 gennaio 2012
-Siberia
-Entropia
-Absurdo Metalvox
-Gennaio
-Labbra blu
-Vaiano
-Io sto con te (ma amo un'altra)
-Vivo così
-Madre superiora
-L'odore delle rose
-Niente di serio
-Nilsson
-Grande come l'oceano
-Carta carbone (interrotta per mettersi il suo cappotto rosso, dicendo "poi sennò dicono che non me lo metto mai", poi ricominciata ed eseguita tutta. Alla fine si è tolto di nuovo il cappotto)
-Diamante grezzo
-La nostalgia
-I giorni dell'IRA
-Paternità
-Un giorno balordo
-Pop art
     bis:
-Fiore non sentirti sola
-Verde
-Trecento balene
-Le Alpi
-Amsterdam