Bella, bellissima l’Europa della democrazia, dei diritti civili, della scienza e della tolleranza: è un vanto e un progresso reale.
Ma usarla per tranciare giudizi sugli altri popoli dando loro degli inferiori e dei trogloditi al fine di giustificare discriminazioni e prevaricazioni - ovvero usarla come paravento per il colonialismo e lo sfruttamento;
fare di questa bellezza un vanto in base al quale tutto quello che fai tu va bene e gli altri sono mostri, insomma ritrovarsi ancora al “fardello dell’uomo bianco”;
articolarla in un ultraliberismo che mina in profondità diritti e vita della maggioranza;
ammettere la libertà ma solo di esprimere le tue opinioni e pena il trattamento della Grecia nel 2015 o le censure anche di professori illustri;
vantarsi dei diritti civili ma poi quando se ne parla davvero tirare fuori le balle sulla presunta “dittatura woke”;
mettere quella bandiera sui nuovi carri armati che ripropongono invece i suoi lati peggiori,
vuol dire non rispettarla granché, averne capito pochissimo ed è il modo migliore di tradirla.
"In nome della nostra superiore civiltà, abbiamo il diritto di trattare gli altri in modo incivile":
non è diverso da quello che pensava la classe dirigente tedesca degli anni '30.
