martedì 2 marzo 2010

Le 10 canzoni italiane più brutte del decennio

Decennio che per me comincia col 2001 e finisce col 2010. Lo so che è la stessa discussione che ha avuto luogo nel 2000, ma per me rimane così: d’altronde le decine iniziano con l'uno e finiscono col dieci (anche se dirlo mi costa l’esclusione de La tua ragazza sempre di Irene Grandi che è del 2000 e che ci avrei messo sicura).
So che fare ora questa classifica significa escludere le ghiotte meraviglie che i discografici ci stanno sicuramente imbandendo per quest’estate, ma il 2010 ci ha già dato il trio sanremese, difficile che proponga qualcosa di pari livello; e in caso l’accoglieremo a braccia aperte.
È una graduatoria che già con una sfogliatina alle compilation di Sanremo verrebbe fuori di tutto rispetto; ma il Festival è talmente fuori dalla realtà che non rappresenta adeguatamente la musica italiana nemmeno nei suoi aspetti deteriori, al punto che alcuni dei più luminosi obbrobri prodotti dalla nostra tradizione hanno seguito altre vie per infettarci le orecchie (come minimo dovremmo almeno integrare con le compilation del Festivalbar).
E poi non ci si può affidare a soluzioni facili: bisogna abbandonarsi ad un rilassamento zen e, nella calma, lasciare che dal mare della memoria salga alla mente la schiuma: non gli esempi esplicativi della bruttura media, però, bensì proprio i campioni, quelli la cui bruttezza possiede una marcia in più, una scintilla, un lampo che li fa diventare proverbiali.
Per questo ho lasciato fuori la Pausini, Gigi D’Alessio e Nek, che sono sì turpi, ma mancano nel loro repertorio de LA canzone, quella che li marchia a fuoco, quella che addirittura si stacca dal resto dell'opera dell’autore (il quale può anche essere, o essere stato in precedenza, addirittura capace di cose buone) per isolarsi nella sua paradigmatica, sublime, granitica infamia (Nek in realtà c’era andato vicino, proprio a Sanremo, ma nel decennio scorso: canzone antiabortista, manco a dirlo, la quale però deve aver esaurito le sue energie lasciandolo a vivacchiare in questo decennio con canzoncine incapaci anche di delinquere alla grande).
E non parliamo del trash, che personalmente intendo come un delinquere a suo modo anche simpatico (vedi Egoista, per esempio, o Calma e sangue freddo), né di certo altro pop che una sua dignità ce l’ha tutta (vedi Rosso relativo) e dunque non compare. Ho anche evitato di sparare sulla croce rossa ( w w w mi piaci tu, per non fare nomi), mentre il non seguire Amici probabilmente mi ha tolto di mira qualcuno che avrebbe meritato.
Detto questo passiamo all’elenco, partendo dalla decima e salendo come le hit parades vere (ma le posizioni, specie quelle di vertice, non sono rigorosissime).

-Irene GrandiPer fare l’amore
Roccaccio da Bignami, cartolina della rocker aggressiva, suono finto sporco ma in realtà curatissimo e allo stesso tempo saturo in maniera fastidiosa, cosicché, quando uno sente pezzi come questo al supermercato, sotto alla voce c’è solo una pappa informe, cacofonica e molesta (il punk? Magari…). Il ritornello centrato su una frase che, come la musica, fa finta di essere sfrontata ma in realtà è innocua completa il quadro.
Certo, non è solo lei: sto tipo di rock tarocco infesta le classifiche da decenni, e queste note valgono anche per altre voci di questa classifica. Ma includerla è una sorta di riconoscimento a La tua ragazza sempre, che condivide i difetti di questa ma con un refrain ancora più pesante e avvilente. Altro che i Cure, questa è musica che deprime davvero: Ire', continua come ora, che da quanto hai cambiato collaboratori la situazione è migliorata di parecchio.
-Gianna Nannini - Sei nell'anima
Vedi appunto alla voce precedente. Anche qui una bella cartolina con scritto “madonna che grinta, che core…”, che palle… e un ritornello che, con la solita cacofonia di sottofondo e nel suo abbandonarsi facile facile su tre note che sembrano il riassunto di Caruso, si presta alle dediche su Radio Sentimentalismo Deteriore.
Devo capire come hanno fatto i lettori di una rivista di musica che aveva fatto un referendum per la canzone italiana più bella di sempre a votarla come sesta: per me non è la sesta nemmeno qui.
-Gianluca GrignaniL’aiuola
oppure
-LitfibaElettromacumba ?
Una bella lotta: il Pascoli techno-coatto di Grignani (la metafora dell’aiuola, spostata verso pratiche fetish) o il delirio dei primi Litfiba post-Pelù in vena di rassicurare i fans che quanto a gigioneria spaccona nulla sarebbe cambiato, anzi?
Scelta difficilissima, ma alla fine in classifica ci mettiamo il brano del Grignani: intanto perché musicalmente è orrendo, mentre Elettromacumba iniziava con una chitarrina spigolosa che faceva pensare a un pezzo magari semplice ma efficace.
E poi perché un ritornello, una frase, una parola, un titolo come Elettromacumba è talmente assurdo da essere sublime, ispira risate e simpatia, è a suo modo coraggioso/a nell’eccesso impavido, nello sprezzo totale del senso del ridicolo. Coraggio che è invece mancato a Grignani: il tocco di seduzione di proporsi come, ahem, barbiere non è male ma già che pascoleggi vai fino in fondo e canta “ti arerò la vigna”, no? Tanto è quello che intendevi.
-Vasco - Ti prendo e ti porto via
In quest’epoca di barbari presuntuosi, a parlar male di un cantante rischi che i fan ti picchino sul serio, e tra i suoi non mancano certo quelli capaci di farlo. Nascosto dietro lo schermo di un computer, però, mi concedo di affermare che questa canzone è una schifezza (e che non è, ahimè, l'unica della sua produzione recente), e chiedo ai fan di Vasco: ma siete contenti di sentire il vostro eroe che frega il ritornello alla Canzone di Cibernella? E dai …
Il ritmo tecno-burino in sottofondo, poi, non aiuta davvero.
-Povia - Quando i bambini fanno oh
Perché questa e non Luca era gay? Perché questa è molto più retorica (bisognerebbe proibire l’uso dei bambini anche nelle canzoni, oltre che negli spot: o meglio, ignorare brutalmente chi ricorre a questo trucchetto da due lire) e molto peggiore come arrangiamento: in quell’altra almeno un minimo i produttori hanno lavorato, e il testo, a leggerlo bene, faceva pensare che Luca prima si divertisse molto di più: qui niente, manco un’ombra di ambiguità, sentimentalismo a oceanate e basta.
E poi questa gli ha dato il successo, ed è una colpa che le vale la classifica.
-LigaJovaPelù - Il mio nome è mai più
Due meriti questa canzone ce l’ha: la possibilità di giocare sostituendo le ultime due parole del titolo con tante altre come Cafu, Belzebù, Gesù, Manitù, Manzù, lo stesso Pelù; e poi l’entrata in scivolata a gamba tesa dello stesso Piero il quale, quando tocca a lui, si annuncia partendo da lontano con uno dei suoi leggendari “heah” tirato bene bene a lungo a realizzare uno dei momenti più coatti della sua carriera (e quindi dell’intera canzone italiana).
In realtà avrebbe avuto anche il merito di uscire ai tempi dell’infame guerra alla Serbia: autori “di sinistra” (vabbè, poi dice che… lasciamo stare, va) che criticano un governo “amico”; peccato che poi non si siano dimostrati all’altezza del loro coraggio negando e rifugiandosi dietro un pacifismo generico.
Con questa, tre autori in classifica con un colpo solo.
-Elio e le storie teseShpalmen
“Ma come mai non ti piace Elio?” mi chiede ogni tanto qualche amico. Ecco perché: per quest’umorismo da parrocchia, per il compiacimento con cui dicono grezzate da asilo convinti di aver trasgredito chissà che.
Quando ho sentito per la prima volta questa canzone alla radio non sapevo di chi fosse, e credevo si trattasse di una brutta copia di Elio e co.: invece erano gli originali, ovviamente, con un testo che sembra fatto apposta per darmi ragione, basato su un supereroe che va in giro a spalmare di escrementi la gente: grande idea, eh? grande pezzo ... e ci hanno pure fatto il singolo. Posso essere perplesso?
-Flamino Mapphia - Ragazza acidella
Basterebbe il modo stentato e faticoso in cui rappano, lo zoppicare sgraziato delle rime, per condannare senza remore la canzone all'infamia e gli autori a cambiare mestiere. In più c'è la tristezza dell'ennesima canzone che se la piglia con quelle "che se la tirano": ancora? Una rivalsetta piccola e meschina, da repressi veri, che fa venir voglia di avvicinarti per un momento a quelli che hanno il culto dell'estetica e dire "pe' forza è acida: ma ve siete visti allo specchio?".
Oltretutto non sanno manco il romano: "acidella" è un diminutivo ironico, cioè si dice "un po' acida" volendo dire "molto acida". E quindi non si può dire "parecchio acidella": a parte che non lo usa nessuno e poi "parecchio" è già sottointeso ironicamente in "acidella"; e inoltre fa schifo a sentirsi.
Il fatto di aver avuto, in un'altra canzone, la bella trovata di celebrare l'amore per l'Urbe dicendo "stasera sei così bella / che te darei 'na bottarella", pur arguta davvero, non li riscatta.
-Pupo, Emanuele Filiberto ed il tenore Luca Canonici - Italia, amore mio
Vedi post su Sanremo. Esecranda. Prima fai causa allo Stato italiano perché, poverino, hai vissuto da miliardario nel mondo ma non in Italia e poi vieni a dire "amore, amore"? Tra l'altro, ottima scelta di tempo: in questo periodo l'Italia fa venir voglia di pigliarla a calci in bocca, altro che…
Poi, darling: la nobiltà, come concetto, è basata sull'eredità, sulla storia che la tua famiglia si porta dietro; per cui, se ti vuoi far chiamare Principe la storia della tua famiglia te la prendi tutta, nel bene e nel male, invece di fare il paraculo (il che, però, dimostra che sei inequivocabilmente italiano).
-Simone Cristicchi - Studentessa universitaria
Su questa scrissi molto, vista la quantità inenarrabile di cazzate e errori di punto di vista che riesce a inanellare nei sempre troppi versi che la compongono.
Qui mi limito a dire che non capire che gli studenti a fare l'università generalmente SI DIVERTONO, specie se fuori sede, vuol dire avere lo stesso senso della realtà di un eroinomane all'ultimo stadio, e che scrivere una canzone per dire a una ragazza "cosa studi a fare? vai a fare la mamma che quella è vita vera" a me fa rimpiangere la nobile istituzione educativa della nerbata sulle gIngive.
E l’anno successivo ebbe anche il coraggio di andare al Festival con una copia di questa, solo con gli accordi in minore perché il tema era “serio” e allora ci volevano gli accordi “tristi”, perché “in Italia per parlare di certe cose ci devi mettere per forza la tragedia” (un Sommo amico che non nomino per privacy). Ovviamente vinse, ekkettoodicaffa’?

Fine. Oh cazzo, lo sapevo che qualcuna me la sarei scordata: me so scordato Biagio Antonacci e il pezzo in cui, su ritmo sudamericano lento, “gnaulava come un gatto con le emorroidi” (sempre il Sommo amico). Vabbè, amen…

7 commenti:

suibhne ha detto...

però l'orribile il mio nome è maipiù è - ovviamente - del '99... te lo dico così puoi riammettere La mia ragazza sempre...

arco ha detto...

Occhio, Giulio, che suibhne non scherza con le date: filologia è il suo mestiere e la Canzone Italiana (ma non solo) è la sua passione.

Detto ciò, non ne conosco nemmeno la metà e sono pure contento di non aver perso neuroni (sempre meno agili) e tempo (sempre meno) nell'ascolto di questa roba.

suibhne ha detto...

beh, ma è facile Il mio nome è mai più era stata scritta per la guerra in Kosovo ;-)

the-freewheelin-giuliopk ha detto...

Porca miseria, che rintronato... e ci ho anche fatto la premessa del decennio.

Il bello è che se mi avessero chiesto a bruciapelo la data della guerra in Kosovo avrei avuto il dubbio tra il 1999 e il 2000, ma sempre fuori da questo decennio.

Vabbè, vorrà dire che Elettromacumba (Arco, se è tra quelle che non conosci ti consiglio di cercarla) e L'Aiuola saranno tutte e due in classifica.
Sennò a recuperare www.mipiacitu ci vuole un attimo...

Anonimo ha detto...

sono tutte schifose

Anonimo ha detto...

daccordo in gran parte però su EELST ti sbagli di brutto. Sono tra i pochissimi che sanno sempre anticipare i trend più decadenti del nostro tempo usando l'ironia e il sarcasmo. non c'è autocompiacimento. Oltre a essere dei grandi musicisti (cosa che li distingue dagli altri citati).

Anonimo ha detto...

ciao a tutti
ti sei dimenticato i pezzi di jovanotti.

cito un testo tra i tanti che mi hanno schifato.

"Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle cadillac
muscoli d'oro, corone d'alloro
canzoni d'amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi"

puah, fatico a credere che ci siano state persone che abbiamo letto, approvato, prodotto e inciso una coglionata del genere.